mercoledì 24 giugno 2009

L'amore buono

Attraverso il post precedente ho voluto ricordare le migliaia di persone che ogni giorno si ammalano o muoiono a causa dell'AIDS, una malattia di cui si parla sempre troppo poco,che probabilmente fa paura ma contro la quale una solida campagna di informazione sarebbe più che auspicabile.Una ragazza di Nairobi nel Millenium News, un telegiornale in onda su raitre alle 16.00 realizzato con 80 ragazzi di strada di Nairobi tra gli 8 e i 20 anni, coinvolti nella campagna promossa da AMREF, parla di isolamento: attraverso 8 telegiornali da 10 minuti, analizzano gli “Obiettivi del Millennio” definiti dall’ONU nella Dichiarazione del Millennio del 2000 e la puntata di ieri si occupava proprio di come combattere Aids, malaria, e altre malattie infettive. Ogni giorno in Kenya circa 200 persone muoiono di Aids. “Perché amarsi è così difficile?” e “Cosa possiamo fare noi contro questa malattia?”. Sono le domande che i conduttori si pongono e pongono ad altri ragazzi ospiti in studio. Reportage a Kawangware: in un consultorio, un’anziana parla a uomini e donne di varie età di “sessualità responsabile” di “conoscenza”, e di “apertura senza vergogna” rispetto al tema dell’Aids.
Verso la fine del programma la ragazza dice che è proprio l'isolamento al quale sono sottoposti che porta alla morte; ecco quindi che mi ritornano in mente i commenti del post precedente in merito alla giustezza o meno della marchiatura dei sieropositivi in Swaziland e alla mia tesi che assolutamente rigettava una pratica del genere. La prevenzione, un'azione radicale sul territorio fatta da medici competenti ma non solo ( per sconfiggere superstizioni e credenze ci vuole ben altro), l'informazione, sono le chiavi necessarie per affrontare il problema; non l'ingerenza della chiesa e della religione ma lo sviluppo di una cultura della prevenzione. Pensiamo ad un bambino malato, marchiato,nella cerchia dei suoi amichetti di scuola: verrebbe deriso, allontanato, emarginato; come dice la ragazza di Nairobi:questo porta alla morte dell'individuo!
L' 'Amore buono' è il libro di Marco Baliani che è diventato uno spettacolo teatrale: sceglie 17 ragazzi di strada di Nairobi, alcuni dei quali già incontrati cinque anni fa durante la lavorazione del suo “Pinocchio Nero”, e con il sostegno di Amref monta uno spettacolo da zero che ha come soggetto principale la storia personale di questi ragazzi. “Su una baracca di Nairobi c’è scritto Quando la povertà entra dalla porta l’amore scappa dalla finestra"; e in effetti la miseria genera l’incertezza delle anime: c’è poca propensione alla generosità, poca disponibilità a starsi ad ascoltare”, racconta Baliani. Così si arriva al sesso crudo, consumato in piedi fuori dai bar, senza il tempo di amarsi. E l’Aids serpeggia aiutato dall'azione contro il preservativo perpetrata dalla chiesa. I ragazzi non avevano un copione e dialoghi e musica -rap soprattutto- erano da scrivere dal principio; Baliani dice:" Io non sono un missionario, non credo nel dono puro. Il senso profondo del dono è che non può essere a perdere: se mi fai un dono, te ne aspetti uno in cambio. Sentirsi utili è una cosa meravigliosa; però anche artisticamente è stato un lavoro molto interessante: la condizione di povertà assoluta, ad esempio, mi ha costretto ad inventare mille espedienti creativi. I ragazzi, poi, non avevano le sovrastrutture dell’attore occidentale, che sa già che sarà giudicato dal regista, che sente su di sé il peso delle aspettative: “stavano” semplicemente sul pezzo da recitare, vivevano il momento artistico nel presente”.
E' proprio vero, la religione non c'entra nulla, sta all'individuo, alla sua coscienza fare ciò che è nelle sue possibilità per fare in modo che questo non sia un mondo di individualisti ma di gente che crede nell'aiuto reciproco e nell'integrazione.

lunedì 22 giugno 2009

Attenti al 'buttock'...


Nel 1993 Oliviero Toscani ci aveva già pensato: il tema della campagna pubblicitaria era l'AIDS e l'isolamento in cui vivono i sieropositivi, completamente emarginati dalla società; tre foto: un sedere, un pube e un braccio marchiati con la scritta "HIV Positive", come metafora di una marchiatura ben più estesa,quella sociale dei diversi.
Nel mese di Maggio, 16 anni dopo, il primo ministro dello Swaziland, Timothy Myeni, avanza una proposta a dir poco sconcertante: in un paese in cui si stima che il tasso di sieropositività raggiunga il 43% -fra i più alti nel continente africano- tutta la popolazione deve sottoporsi al test per l'HIV e se risultano positivi, marchiarsi il sedere per rendere nota la malattia.
Dopo aver ricevuto numerose critiche, il primo ministro ha precisato di essere stato frainteso e che la sua proposta aveva come scopo quello di rendere il malato più facilemente riconoscibile per essere curato.
Fino a quale limite si spingerà la discriminazione?

mercoledì 17 giugno 2009

FESCAF 2009


Il 20 Giugno si inaugurerà a Torino la III edizione del FESCAF, il Festival della Cultura Contemporanea Africana.
Il programma

Sabato 20 giugno 2009

Ore 21.30 - Spazio : Museo di scienze naturali (Via Giolitti, 36 - Torino)
proiezione del film : “COME UN UOMO SULLA TERRA” di R. Biadene, A. Segre e D. Yimer ( il film sarà presentato da Daniela Ricci, al termine del film , un piccolo dibatto per concludere la giornata mondiale dei rifugiati).

Venerdi 26 giugno 2009

Ore 17.30 - Spazio : Museo di scienze naturali (Via Giolitti, 36 - Torino)
Incontro con:
Sami Tchak (Togo) , Eugène Ebodé (Camerun), Cecile Kyenge Kashetu( Congo),Ndjock Ngana(Camerun), Aly Baba Faye ( Senegal) Tematica: Questo incontro intende considerare e mettere a confronto l’impegno di africani che aspirano allo sviluppo del continente al, livello civile , politico, culturale ed economico. L’ intervento delle due donne (scrittrice e Medico) metterà a fuoco l’impegno delle donne africane della diaspora che aspirano allo stesso sviluppo.

Ore 22.00 Spazio : Museo di scienze naturali (Via Giolitti, 36 - Torino)
Concerto :
Tropical Sound , musica al Capo Verde

Sabato 27 giugno 2009

Ore 21.30 Spazio: Piazza Carignano - Torino
Concerto – danze – acrobazie con:
Afro Jungle Jeegs, direttamente dal Kenya ( Nairobi) in collaborazione con l’Oralità popolare.

Domenica 28 giugno 2008

Ore 21.30 Spazio: Piazza Carignano - Torino Concerto – danze con: Watinoma, direttamente a Burkina Faso , in collaborazione con l’Oralità Popolare.