giovedì 9 febbraio 2012

Nei (semi) panni di un'immigrata

La maledizione del cambio di residenza ha colpito anche me.
Questa settimana mi reco di buon ora all'anagrafe centrale della mia città - Torino per chi non lo sapesse - decisa soprattutto per
motivi burocratici di rispostare la mia residenza da Parigi a Torino,al solito numero del solito corso,
nel solito appartamento occupato da mia madre.Nulla è cambiato insomma da trent'anni a questa parte o forse sì.
Forse l'Italia non fa più parte della comunità europea, forse il principio della libera circolazione dei cittadini
degli stati membri non esiste più:che ne so, visto le performances dei precedenti governi in quel di Bruxelles.
Magari non ne siamo al corrente,tanto per cambiare.
Fatto sta che dopo telefonate e primo giro informativo esce fuori che per loro sono un'immigrata e che
quindi l'ufficio di competenza è lo stesso di chi chiede permesso di soggiorno e cittadinanza. Ok mi dico,
non c'è nessun problema, arrivare dalla Francia è come immigrare ma forse basta riempire un foglio e via,posso
ancora approfittare della mattinata.
E invece no!Sportello informazioni,per recuperare ticket (non datomi la prima volta per farmi ritornare un
altro giorno) e modulo e la 'simpatica' signora mi dice che devo recuperare la carta d'identità della persona
dalla quale vado abitare:la tensione aumenta; insomma sto andando da mia madre,stesso indirizzo che
tra l'altro è scritto anche sulla mia carta d'identità.Ma questo non fa la differenza a quanto pare.
Esco,recupero la carta d'identità e ritorno decisa a fare tutto in un'unica volta;prendo un numero:il mitico 83
ed erano solamente al 40 alle 11.45.La rassegnazione inizia a dipingersi sul volto e pronti commenti sul 'lavoro'
dei funzionari nascono spontanei dopo pochi minuti di osservazione. Il massimo si raggiunge alle 12.30 quando ci si
rende conto che l'omino dietro allo sportello ha tenuto volutamente una signora più del tempo dovuto per non
rischiare di dover gestire un altro caso, al pari di una sua collega che si lamentava del fatto che noi ci stessimo
lamentando della loro lentezza.
Passa circa un'ora e accade un miracolo:il mediatore mi da un numero lasciato da qualcuno:era il 62,meno di venti persone
ancora;quel biglietto era stato distribuito alle 10.45 e quella ipotetica persona aveva 42 persone davanti il ché vuol dire
che all'anagrafe dall'orario di apertura ne avevano solamente passati 20:incredibile!
La gioia viene smorzata da questo calcolo ma rinvigorita dalla poca tenacia di alcuni che hanno abbandonato.
Tocca a me,sportello 10 anzi no, "vada dalla mia collega accanto".
Le sottopongo il caso e la sua risposta è stata che non lo sapeva fare:vi rendete conto,un impiegata comunale
che non sa spostare la residenza da Parigi a Torino!!!!Chiede al suo collega,fa svariati errori,confonde il mio
documento con quello di mia madre e mi avvisa che quella che sta per darmi è solo una richiesta e che il domicilio
sarà effettivo dopo TRE mesi (da Europa a Europa ripeto!!!),solo DOPO CHE I VIGILI SARANNO VENUTI A
CONTROLLARE, NELL'ARCO DI 40 GIORNI, CHE IO ABITI EFFETTIVAMENTE AL SOLITO NUMERO
DEL SOLITO CORSO,NEL SOLITO APPARTAMENTO!!!
Cose da pazzi!La stessa procedura che spiegavo agli immigrati quando li aiutavo a capire certe stupide procedure:
perchè se immigri e vuoi trovarti un lavoro,una vita migliore,per 40 giorni devi startene a casa ad attendere i loro
controlli:davvero assurdo,come se il lavoro o qualsiasi altra questione aspettasse i tuoi comodi!
Dopo aver riso amaramente chiedo alla solerte e competente funzionaria una copia del documento -parliamo
di un documento ufficiale come l'atto di nascita- in francese:questa volta è lei a ridermi in faccia, e di gusto
dicendo che da loro queste cose non si fanno:vani i miei tentativi di farle capire il motivo per cui lo chiedevo
e che stavo chiedendo una traduzione non in swahili ma in francese,sempre per la solita storia della comunità
europea.
Torno a casa,arrabbiatissima, con un foglio inutile e trepidante nell'attesa dei vigili...

Ps.Su ogni sportello c'era un piccolo schermo touch screen con tre faccine colorate per giudicare la
competenza del funzionario con cui si è avuti a che fare;potete immaginare il mio di giudizio.
Se questo sistema esiste nelle vostre città,usatelo per favore:questa gente deve andarsene a casa!!!

5 commenti:

silvio di giorgio ha detto...

.........................

sufficiente come commento...? O_o

Uhurunausalama ha detto...

Io sono ancora senza parole!

Stefania ha detto...

Azz, chi te l'ha fatto fare di cambiare residenza!

Tina ha detto...

Prova a prenderti una pausa breve dalla rabbia, quella bastante a mandare questo post al Comune di Torino, in rete trovi tutti gli indirizzi delle formazioni, magari qualcuno prenderà atto che sarebbe meglio facessero meno parole e più fatti.
PS
se lo fai, inserisci l'opzione conferma di lettura, scoprirai quanto sono sensibili a non perdere la faccia.

Uhurunausalama ha detto...

Grazie Tina seguirò il tuo consigio,è ora che qcsa cambi!