venerdì 14 novembre 2008

Piccola dedica a chi non vuol sentire


"...non è forse il tifoso che paga il biglietto a far ricco e famoso il suo prediletto? [...] E' attaccato al denaro in un modo inaudito; no, così non va bene, io rivoglio il mio mito!”

Ricordate questo film di Tony Scott?
Beh, in questi giorni mi è ritornato alla mente ed "eureka!!!" un collegamento che forse, alcuni, troveranno un pò perverso (ma per me rende perfettamente il clima che stiamo vivendo).
Gil Renard interpretato da Robert De Niro è devoto al baseball, la sua unica ragione di vita dopo i fallimenti familiari e lavorativi:il suo impiego come rappresentante di coltelli è divenuto precario. Il tifo incondizionato per la squadra del cuore, i Giants, è ciò che lo fa andare avanti; l'unica ragione di vita sarà per lui il giocatore della sua amata squadra, Bobby Rayburn, interpretato dall'attore Wesley Snipes. Il campione sarà per Gil la personificazione delle aspirazioni di una vita intera ma quando arriva a capire che il suo mito non è come lo aveva dipinto nella sua mente,si accorge di non poter sopportare l'ennesima delusione...

Il paragone è immediato: Bobby Rayburn è Berlusconi, ovviamente con qualche differenza tra cui la prestanza fisica (ma almeno questa volta il premier potrà dire di sé stesso che è abbronzato); è il sogno di tutti quanti, una specie di 'messia' che risolleverà le sorti del nostro paese: ma è così scarso che non riesce a fare nemmeno un fuoricampo; le regole non sono il suo forte al contrario delle donne...
Gil Renard impersonifica tutti quelli che hanno votato Bobby,affascinati dai suoi modi di fare e dalle promesse che non riesce a mantenere; lo hanno idealizzato e sono ciechi di fronte alle sue azioni, molti sono precari ma si accontentano della loro condizione: sono dei mediocri.Credono a tutto ciò che dice ma non si soffermano mai con lucidità a pensare. Si sono fatti adulare ma tra loro potrebbe esserci chi lo ha capito e così ci potrebbe essere un Gil a tutto tondo che decide di agire e di pensare non seguendo più da fan ma bensì con spirito critico colui che, si è accorto, non è poi diverso da tutti gli altri.

3 commenti:

riccardo gavioso ha detto...

quello che spaventa dei fan del "fan"farone in effetti è proprio la devozione e la mancanza mancanza di senso critico. Il problema è che riescono a incarnare solo la scimmietta che non vede, quella che non sente e per niente quella che non parla ;)

un buon fine settimana

Uhurunausalama ha detto...

@Riccardo:povere scimmiette ;)

Pietro ha detto...

qualche talento ce l'ha l'mo, mo, ora è in fase nettamente calante