lunedì 7 luglio 2008

La moschea e gli infedeli

E' di oggi la notizia che si vuole chiudere la moschea di viale Jenner a Milano e spostarla in una zona decisamente più scomoda per tutti coloro che ci vanno a pregare(si parla di 3000 fedeli).Una domanda mi sorge spontanea:perchè?
Perchè queste persone danno così fastidio da volerle ghettizzarle,come se già non dovessero far fronte ad un clima di tolleranza ormai difficile da trovare.Come ho scritto in un mio commento precedente su okno,io vivo a Torino e non ho mai sentito gente lamentarsi per la presenza di una sinagoga:ma come?gli ebrei si e i musulmani no?ma che razza di ragionamenti?
il fatto è che ogni scusa è buona per prendersela con loro quando ogni sorta di generalizzazione non porta a nulla:gli italiani vedono il loro castello di sabbia mentale,fatto delle loro piccole certezze,del gionalaio sotto casa,dell'amica con cui sputt..... l'altra amica,crollare inesorabilemente al confronto con ciò che ritengono diverso.Perchè pensare in termini di differenze e non di arricchimento per tutti quanti?E' come se noi ci trovassimo a dover chiedere un posto dove pregare in un paese in cui le chiese cristiane non ci sono e questo non ci è concesso;tra l'altro è un pò difficile visto che la chiesa cattoica ha colonizzato quasi tutto il mondo..
Inoltre è profondamente incostituzionale negare la libertà di espressione di un popolo che viene additato come fatto da kamikaze che usano,dico usano,la religone per i propri scopi:nel corano non si fa minimamente accenno a questo.
Ma chi sono i veri infedeli:i musulmani che chiedono un posto per pregare in un mondo crstiano o gli stessi cristiani che spesso si dimenticano della parola di dio e del suo amare il prossimo(o dobbiamo amare solo il prossimo che ci fa comodo)?

2 commenti:

gianni toffali ha detto...

piombo fuso su tutti i filoislamici!altra risposta non c'è!

gianni toffali ha detto...

Chi in questi giorni vorrebbe gustarsi un anticipo di carnevale, dovrebbe recarsi in qualunque piazza italiana scandisca slogan contro Israele. Una piazza vale l’altra. Prendiamo ad esempio il corteo che ha sfilato Domenica 11 gennaio per le strade di Verona. La sfilata fuori stagione che in luogo del Papà del Gnoco ha mostrato il (vero) volto dei Nipotini di Allah, era punteggiata da bandiere palestinesi, da stendardi pacifisti e da insegne comuniste. Alla manifestazione hanno partecipato seppur in incognita, presumibilmente per il timore di conseguenze a (o ai) posteriori di eventuali riconoscimenti da parte dei virili maomettani, anche le organizzazioni omosessuali e lesbiche della città di Romeo e Romeo. Il fatto che ha tolto credibilità alla presunta manifestazione pacifista, è stato l’accostamento tra gli slogan gridati (Hamas vincerà, Israele perderà) dai patrocinatori della distruzione dello Stato D’Israele e gli stracci iridati inneggianti al “volemose ben” sventagliati dai nostrani buonisti rossi di casa nostra. Rompicapo: ma i pacifisti (o pacifinti?) avranno la consapevolezza di vestire il ruolo storico di utili idioti alla causa dell’espansionismo e del terrorismo islamico?

Gianni Toffali