venerdì 10 ottobre 2008

KEN SARO-WIWA (It Wolud Be His Birthday today!)

Oggi sarebbe il compleanno di Ken Saro-Wiwa. Molti si chiederanno chi sia e perchè una persona si dovrebbe prendere la briga di segnalare l'evento; cercherò di spiegarlo in maniera semplice.
Ken saro wiwa, apparteneva ad una minoranza etnica Nigeriana conosciuta come "Ogoni", era un uomo di umili radici che decise di ribellarsi allo sfruttamento della sua terra; un uomo che ha deciso di obiettare alla condanna a morte della propria gente. La Nigeria è tra i maggiori produttori di petrolio nel mondo e l'oro nero si trova principalmente nella zona del delta del Niger (che comprende anche la terra degli Ogoni).
Saro-Wiwa nel 1990 fondò il Movimento per la Sopravvivenza del Popolo Ogoni (MOSOP), un'organizzazione non violenta con l'obiettivo di far riaffermare il diritto alla sopravvivenza della popolazione Ogoni. Ken ha cercato di dare voce alla sofferenza della propria gente anche all'estero (europa e stati uniti), ma senza ottenere risultati concreti: il mondo cosidetto civilizzato ha solo saputo confermare la situazione di emergenza senza effettivamente proporre una soluzione.
Lo sfruttamento delle risorse petrolifere ha casusato e continua a causare danni gravissimi all'ambiente ed alle popolazioni del delta del Niger, infatti queste sono popolazioni principalmente agricoltori, ma con le perdite continue dai tubi petroliferi, è rimasto ben poco da coltivare; la terra è avvelenata e l'aria carica di tossicità. Ken ed i suoi sostenitori hanno chiesto più volte alla SHELL, principale responsabile di questi eventi di trovare una soluzione per ripulire l'ambiente (e considerando che la multinazionale ha guadagnato dal territorio, più di 100 miliardi di dollari, mi sembrerebbe il minimo che possa fare!), ma le promesse sono solo parole al vento. Il malcontento generale spesso si trasforma in manifestazioni pacifiche nelle zone interessate, ma in tutta risposta la compagnia petrolifera richiede (ad ammissione della stessa Shell) l'intervento della Mobile Police Force (MPF), rinomata per la sua brutalità, che sistematicamente spara sulla folla, uccidendo e ferendo, oltre a stuprare donne e bambine. Nonostante la politica repressiva della Shell e del governo Nigeriano(un vero e proprio genocidio!!) Saro-Wiwa continuò a gridare la sofferenza della propria terra.
Nel 1995 fu arrestato insieme ad altri sette compagni e detenuto per giorni senza un vero e proprio capo d'accusa, gli furono negate visite dai familiari e non gli fu concesso di poter incontrare il proprio legale fino all'inizio del processo! Torturato fisicamente e psicologicamente, fu infine processato e condannato a morte per omicidio grazie alle testimonianze di persone che hanno poi ammesso di essere statie contattate dalla Shell che promise loro denaro e contratti di lavoro se avessero incolpato Saro Wiwa in tribunale .
Il 10 Novembre 1995, Ken Saro-Wiwa ed i suoi compagni furono messi a tecere definitivamente appendendoli per il collo!
Credo fermamente che quest'uomo debba essere ricordato perchè la sua morte non risulti vana e perchè le sue ragioni continuino ad essere ascoltate.
"I’ll tell you this, I may be dead but my ideas will not die. "
Ken Saro-Wiwa 1995

3 commenti:

Uhuru na usalama ha detto...

Grazie per averlo ricordato!Persone scomode vengono dimenticate facilmente...

Crocco1830 ha detto...

La lotta di Ken Saro-Wiwa corrisponde alla lotta di un popolo per affermare il diritto ad essere sovrani della propria terra. E' affermato il diritto alla propria indipendenza contro una nuova colonizzazione; il diritto alla sovranità alimentare; il diritto alla propria libertà.
Ricordare Ken Saro-Wiwa, significa ricordare che esiste ancora il bisogno di lottare per il diritto ad una esistenza dignitosa.

Lauryn ha detto...

sister..grandi personaggi non sono quasi mai menzionati(ognuno si dia una spiegazione!)
Crocco..sembra che se sei nato in certe regioni del mondo il tuo diritto ad una vita dignotosa venga automaticamente trasferito nelle mani di "altri" che si sentono unici sovrani e giudici, ma sono convinta che verrà il giorno in cui dovranno renderne conto.