mercoledì 1 ottobre 2008

Ma chi è l'animale?

Ieri in un servizio delle Iene hanno mostrato una corsa clandestina di cavalli in una zona del napoletano;una corsa a cui partecipa gente che è stata in galera, in cui si pratica un commercio illecito di questi innocenti animali che vengono maltrattati,usati come merce di scambio,che al sabato vengono fatti correre non in pista ma bensì sull'asfalto,in mezzo al traffico,creando non pochi disagi alla circolazione.
La cosa che mi ha stupito maggiormente sono state le volanti dei carabinieri che,davanti a una tale situazione,non hanno fatto nulla,non hanno ristabilito l'ordine...ehhhh questo tanto amato ordine,così ostentato nei programmi politici da funzionare da perfetto specchietto per le allodole...quest'ordine che si usa solo quando devi fermare uno studente,sceso al parchetto di fronte l'itis prima dell'inizio delle lezioni,e incominciare a insultarlo perchè è del colore che non piace all'ordine...e poi picchiarlo,gonfiargli un occhio...così,perchè all'ordine questa gente non piace,perchè ormai è radicato nella testa che siano tutti uguali...l'ordine di Parma in questo caso,che tratta peggio di una bestia una prostituta e maltratta un ragazzo innocente.Ma dove stiamo andando a finire?cosa è davvero quest'ordine?è una situazione di comodo,un modo per far fuori chi non va bene invece di controllare chi delinque veramente?cosa?!tutto al di fuori del significato reale del termine...
Io so solo che ieri è toccato ad Abba (R.I.P) ed oggi ad Emmanuel...ma ad Emanuel è andata decisamente meglio...
Ecco la vicenda di Emmanuel:

"Ho visto due uomini che parlavano dietro di me al cellulare – racconta – e un altro che si è avvicinato. Di colpo l'uomo da solo si è avvicinato senza dire niente, senza identificarsi e mi ha preso le mani. Gli altri due sono arrivati di corsa e mi hanno accerchiato. Ho preso paura, mi sono liberato e sono scappato".inizia la sua fuga disperata. In poco tempo arrivano altri tre agenti. Solo uno, secondo il ragazzo, da come è vestito "si capiva che era della polizia". Emmanuel fugge per il parco ma viene rincorso e atterrato. A pancia in giù sull'asfalto "mi hanno messo un piede sulla testa" e "hanno cominciato a menarmi. Poi le manette. Uno mi ha colpito con un pugno al volto". Nell'aggressione "gli agenti credo abbiano usato manganelli o forse erano bottigliette d'acqua, non so". Il 22enne viene fatto salire sulla macchina della polizia municipale. Con le manette ai polsi "hanno continuato a colpirmi finché non ho smesso di dimenarmi" e "mi davano del negro". Un "negro", Emmanuel, che fra pochi mesi andrà a lavorare come volontario nella comunità di recupero di Betania per tossicodipendenti.Senza chiare giustificazioni, a quanto riferisce il giovane, "mi hanno detto che ero scappato e per questo mi hanno arrestato". Emmanuel viene portato al comando di via del Taglio, lo stesso dove a metà agosto era stata rinchiusa una prostituta la cui foto a fatto il giro del mondo. Al comando lo fanno spogliare: "Mi hanno perquisito. Prima, al parco, mi avevano svuotato le tasche e preso il cellulare, la tessera dell'autobus, la tessera della biblioteca e qualche moneta". Emmanuel è completamente nudo. "Mi facevano girare fuori e dentro, fuori e dentro dalla cella. Avevo paura. Mi hanno obbligato a fare delle firme ma io mi sono opposto più volte, volevo chiamare a casa". Poi alla fine Emmanuel cede e firma il verbale."I vigili mi hanno accusato di una cosa che io non sapevo cos'era, mi hanno messo davanti una cosa marrone come cioccolato, poi mi hanno detto di dire la verità perché hanno trovato questa cosa. C'era un'altra persona nella cella e la polizia mi ha detto che questo ha confessato tutto e che mi conosceva. Però io questo non l'avevo mai visto. Non so chi era". Emmanuel chiede più volte di telefonare. "Mi è stato negato, ma sono maggiorenne e ne avevo diritto. Mi dicevano "negro muoviti" e poi…poi alle 22 hanno chiamato mio padre. Il papà di Emanuell, Alex Osei, metalmeccanico, in Italia dal '95, arriva al comando alle 23 insieme alla moglie Paulina. "Mi hanno detto che mio figlio era stato fermato perché era vicino ad uno spacciatore ma lui non ha voluto mostrare i documenti. Così l'hanno inseguito, dato che era scappato, e caricato in auto". Poi il padre, sotto choc appena vede il figlio, chiede agli agenti del comando: "Ma perché è ridotto così?. La risposta della municipale "è stata perché è caduto. Ma un occhio nero non te lo fai cadendo. Così io ho chiesto a mio figlio se era stato pestato. Lui ha detto solo sì". Il padre si infuria, chiede spiegazioni. "Ma quando ho alzato la voce e pronunciato la parola abuso mi hanno fatto il gesto con le mani di uscire. Mi hanno detto "Vai via". Ci hanno buttato fuori tutti". All'uscita, intorno alle 23, 15, nelle mani del padre, viene consegnata una busta con lo stemma del Comune di Parma: contiene i verbali e sopra c'è scritto "Emmanuel negro". Al Pronto soccorso di Parma Emmanuel e la sua famiglia arrivano a mezzanotte. Spiegano ai medici dell'aggressione: gli viene certificato un' ematoma, una ferita alla mano e il fatto che non abbia mai perso coscienza. Medicato, con ghiaccio e pomate, il giovane viene accompagnato a casa dal padre.

4 commenti:

il Russo ha detto...

Ciao, bel blog. Vengo oggi per la prima volta e non ho potuto fare a meno di apprezzare la splendida foto vicino alla dicitura guerrilla....

Uhuru na usalama ha detto...

Ciao!grazie per il complimento..eh si,quella è una delle mie foto preferite..il titolo è quello del film che spero esca presto al cinema..a presto.
ps.anche io sono 'approdata' per la prima volta nel tuo blog:complimenti,è molto interessante.

Carlo ha detto...

Nausea...tanta nausea. Animali, umani, diritti...ma quali diritti??? Qui ormai la tortura è all'ordine del giorno!

Uhuru na usalama ha detto...

Esatto Carlo,non vi è più differenza;il confine tra umanità e bestialità si è assottigliato ed è preoccupante che si continui a negare l'evidenza dei fatti.